Diocesi - Caritas
Menu principale
Home
Diocesi
Rwanda
Commercio Equo
Coop. Diaconia
Formazione
Notizie
Contattaci
Cerca
Caritas Diocesana
diocesi di
Frosinone - Veroli - Ferentino
Ultime notizie
- - - - - - - - - - - - - - - - -
Home page diocesana
News locali diocesane
Amministratore
Annunci
Caritas in RWANDA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 23 aprile 2007

Gisenyi è due città. L'una si distende pigramente sul lungolago delle palme, degli alberghi e dei giardini fioriti, buen retiro  di ricchi espatriati bianchi prima del genocidio del '94, e oggi per lo più residenza di alti graduati dell'esercito. Il volto dai tratti europei di questa prima città si specchia nel grigioazzurro silenzioso del lago Kivu, la cui calma non turbano le luci lontane di Goma, al di là del confine con il Congo.

L'altra Gisenyi è quella nera e multicolore, rumorosa e odorosa che si incontra allontanandosi un po' dal lungolago, in direzione delle colline. Sullo sfondo fuma il vulcano Nyiragongo, e per le strade si incrociano le donne cariche di taniche gialle piene d'acqua o di immensi cesti di frutta da vendere al mercato, e poi le bici-taxi, i venditori ambulanti, i tanti bambini di strada. È alla gente di questa seconda città, che incarna in pieno le dolorose contraddizioni dell'Africa, che Caritas tenta di venire incontro, attraverso i progetti di microfinanza e di sostegno scolastico. Il target di questi progetti è rappresentato dalle fasce deboli della popolazione, senza distinzioni di genere, confessione, etnia.

 

Nel febbraio del 2002 Caritas Gisenyi, con il sostegno finanziario di Caritas Italiana diede avvio al progetto di microfinanza inserendolo nella politica di lotta contro la povertà.

Oggi come allora tale progetto prevede, dopo una fase di formazione, l'erogazione di piccoli prestiti ad "associazioni" di cinque o sei persone del posto, e di seguito il monitoraggio e la restituzione del credito stesso, per poter dare avvio ad un nuovo ciclo di prestiti. Il progetto mira allo "sviluppo [...] dell'uomo nella sua integrale dignità, attraverso la disposizione di mezzi che gli permettano di elaborare nel tempo [...] un'efficace strategia". In altri termini si tratta di dare a chi non può offrire alcuna garanzia, al di fuori della propria buona volontà, la possibilità  di avviare una piccola attività e ricavarne un introito per sollevare il tenore di vita della propria famiglia migliorandone le condizioni sanitarie, sociali ed economiche. L'obiettivo generale di tale iniziativa è altresì quello di favorire l'amore per il lavoro, l'educazione al risparmio e alla solidarietà tra la gente.

Attualmente i beneficiari del progetto sono più di millenovecento, per cui, calcolando che ognuno si trovi all'interno di un nucleo familiare composto in media da quattro membri,  si stima che oltre settemilasettecento siano le persone direttamente o indirettamente beneficiate da tale iniziativa.

 

 

Il progetto di sostegno scolastico a distanza si propone invece di consentire la scolarizzazione di bambini e ragazzi indigenti che non hanno i mezzi per sostenere le spese relative alla frequenza e al materiale didattico della scuola primaria e secondaria; al contempo esso intende sensibilizzare le famiglie sull'importanza di mandare i figli a scuola, coinvolgendo l'intera comunità nella presa in carico dei minori più indigenti. Tale iniziativa si inserisce in una realtà drammatica: secondo una statistica recentemente promossa dal Ministero delle Finanza e della Pianificazione Economica, la metà dei bambini della scuola primaria abbandona gli studi durante i primi sei anni di scuola. A ciò va aggiunto il fatto che, dati i costi indotti, la scuola primaria rwandese è gratuita e obbligatoria solo a livello teorico. Considerando inoltre la dolorosa storia recente del Rwanda ci si rende conto di come proprio i bambini rappresentino una importantissima speranza di riconciliazione per l'intero Paese, la cui crescita economica e umana non può prescindere dal superamento delle lacerazioni inflitte a tutto il tessuto sociale dalla carneficina del 1994. Infine, si deve rilevare l'importanza del progetto come di un'azione che contrasti il fenomeno dei bambini di strada (ad oggi circa settemila), coscienti del fatto che se si consente ad un bambino di terminare la scuola, difficilmente egli diverrà un ragazzo di strada.

All'interno del progetto, i bambini e ragazzi che necessitano di un aiuto economico per poter accedere all'istruzione vengono individuati dagli operatori del Centro di Ascolto della Caritas locale. L'intervento della scolarizzazione coinvolge le scuole primarie e secondarie di Gisenyi e dei villaggi limitrofi. In particolare dei circa duemila scolari interessati ogni anno da questo intervento, ben mille allievi della scuola primaria rientrano ogni anno nel progetto denominato "Children Relief" sostenuto dalla Caritas di Frosinone a partire dal 2002. I bambini vengono aiutati economicamente durante tutta la durata del ciclo scolastico, cioè dal primo al sesto anno di scuola. Oggi il progetto è nel pieno del suo corso.

Novità rilevante che interessa il mondo della scuola, ma non muta nella sostanza i progetti, è la riforma imposta dal Ministero dell'Istruzione che cambia i ritmi dell'anno scolastico: invece che continuare con un andamento simile a quello italiano (da settembre a giugno), dal 2005 le scuole apriranno a gennaio per chiudere alla fine di ottobre.

 

Simone Sgarbossa

 Casco Bianco di Caritas Italiana

 (Diocesi di Padova)

 

Gisenyi, 10­ novembre 2004

 
< Prec.   Pros. >
I piu' letti
Articoli correlati
Statistiche
Utenti: 3
Notizie: 69
Collegamenti web: 10
Visitatori: 64234