| Giornata Mondiale del commercio equosolidale |
| Scritto da roberta | |
| venerd́ 09 maggio 2008 | |
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Domani, 10 maggio le organizzazioni equosolidali di tutto il pianeta celebreranno Anche l’Equo Point di Frosinone, bottega per il Commercio equo solidale aperta nel 2005 nell’ambito delle attività della Cooperativa onlus Diaconia, sostiene questa giornata; l’obiettivo della bottega, che con la sua attività sostiene il progetto Rwanda della Diocesi di Frosinone, è quella di promuovere con una folta attività di promozione e sensibilizzazione - anche scolastica - un 'Economia responsabile e solidale e un Consumo critico. D’altra parte da tempo si fa avanti una nuova tendenza che è quella del consumatore attento a stili di vita responsabili. L’attività della bottega Equo Point ha consolidato negli anni la propria presenza nel territorio ed aderisce a moltissime iniziative di carattere sociale promosse dalla provincia e dal comune di Frosinone, nonché a tutte le manifestazioni culturali e mondane della città ed è riuscita in breve tempo ad instaurare rapporti diretti con le più grandi e significative centrali di importazione del commercio equo e solidale in Italia e all’estero. Ma cosa c’entra il commercio equo solidale con i gas serra? Il cammino verso la sostenibilità intreccia tutta una serie di tematiche che non riguardano solo l’economia, ma anche l’ambiente. Duemila scienziati del Gruppo sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (IPCC) nel 2006 hanno lanciato un allarme storico: il riscaldamento dell'atmosfera ha superato il punto di non ritorno. Dal 1970 ad oggi le emissioni di gas serra prodotte da energia, trasporti, agricoltura e industria sono aumentate del 70% ed oggi raggiungono 50 miliardi di tonnellate di anidride carbonica l'anno. Le comunità più povere e marginalizzate di tutto il mondo, dalle quali proviene la maggioranza dei produttori equosolidali, subiscono più duramente gli impatti diretti della crisi ambientale generale e del riscaldamento atmosferico pur avendo 'impronta ecologica più leggera sul pianeta perché consumano meno di tutti. Hanno, per di più un accesso limitatissimo ai benefici della globalizzazione mentre regole commerciali ingiuste sottraggono loro risorse e prodotti al minimo costo impedendogli, al tempo stesso, di costruire mercati locali autonomi e sostenibili. Come se non bastasse, sono proprio i paese più poveri a subire gli effetti dei cambiamenti atmosferici, quali uragani, innalzamento del livello del mare, inondazioni e siccità: le alluvioni del 2007, ad esempio, hanno colpito più di 250 milioni di persone in Asia meridionale, Africa e Messico. Molte organizzazioni di importazione italiane stanno accompagnando e sostenendo le comunità dei produttori nelle riconversioni biologiche ed ecologiche delle produzioni agricole ma non solo. Gli artigiani equosolidali spesso tessono, intagliano, compongono e trasformano ancora a mano le proprie creazioni, trasformando così in oggetti unici materie prime altamente sostenibili come, ad esempio, bamboo, canapa, carta di riso e rifiuti. Cresce il numero dei prodotti certificati, dagli alimenti, ai tessuti, ai mobili. Si moltiplicano i progetti di sostegno alla creazione di punti vendita e di mercati equosolidali locali, soprattutto nei Paesi emergenti. Il packaging è ridotto al minimo rispetto ai prodotti delle imprese convenzionali, gli imballi provengono sempre più da materia prima riciclata, alcuni prodotti sfusi non alimentari, come i detersivi, cominciano ad essere venduti "alla spina", riducendo il ricorso a contenitori plastici. (A cura di Daniela Bianchi) |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 10 maggio 2008 ) |